• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Editoriale

La Francia di nuovo in fiamme

Rino Genovese
2 Ottobre 2026

Dopo i “gilet gialli”, i banlieusards, gli agricoltori, le agitazioni sindacali contro un’iniqua riforma delle pensioni, tocca ora agli studenti liceali sventolare la bandiera della rivolta, mentre il bellimbusto Macron e il suo mediocre governo si trascinano nella loro inerzia. Se il debito pubblico della Francia è arrivato a toccare il 119% – il che non si era mai visto dal dopoguerra –, ciò dipende, più ancora che dalle crisi che si sono succedute in questi anni, dall’ostinata, proterva, politica detta “dell’offerta”, consistita nell’abbassare le tasse ai più ricchi. La protesta studentesca è dilagata in pochissime settimane, interessando tutte le città del Paese, e assumendo anche alcuni tratti di violenza contro le cose – in ogni caso meno gravi della violenza repressiva poliziesca, che è contro le persone. Si vorrebbe far credere che i gruppuscoli dell’estrema sinistra, spalleggiati dalla France insoumise di Mélenchon, siano responsabili delle intemperanze. Ma se a Marsiglia viene dato alle fiamme un automezzo dei pompieri, ciò è fatto per sottolineare la drammatica penuria di personale e strumenti adatti a domare i mega-incendi dell’estate scorsa, quella che del resto ha visto, nella sua prima parte, gli studenti arrostire in edifici scolastici fatiscenti e privi di climatizzazione.

È una rivolta spontanea, del genere di quelle a cui l’intera storia di Francia ci ha abituati. Avviene nel momento in cui un governo di minoranza si prepara a varare una manovra finanziaria “lacrime e sangue”, cercando di superare il problema dei voti da mettere insieme in parlamento. E casca a puntino anche in questo inizio di campagna elettorale per le presidenziali del prossimo anno, che vedono lo svolgimento di una ridicola contesa nell’area socialista (vedi qui). Proprio ieri, primo ottobre, è andato in scena il secondo dibattito televisivo delle primarie, in cui favoriti sono il “più moderato” Glucksmann e il “meno moderato” Faure. Questo secondo ha rinfacciato al primo la proposta di introdurre quello che in Italia chiameremmo un “cuneo fiscale”, facendo così ricadere sullo Stato un aumento dei salari che sarebbe da far pagare ai padroni, liberando così risorse pubbliche (insieme con una maggiore imposizione fiscale sui più ricchi, sulla quale comunque ambedue i contendenti concordano) per l’edilizia scolastica, per il social housing, eccetera. Ciò mostra come il movimento studentesco si sia autoinvitato, in un certo senso, nello stanco dibattito di una sinistra politica incapace di unirsi, e pronta di fatto a “passare la mano” a vantaggio dei centristi nel secondo turno delle presidenziali (vedi qui).

Continua a leggereLa Francia di nuovo in fiamme
Interviste

Il nucleare italiano tra fantasmi e bugie

Il governo sceglie di far ripartire la produzione nazionale di energia atomica. Si punta sulle centrali di nuova generazione, che però ancora non esistono. Intanto si mente sui costi reali e sui pericoli. E c’è la grande incognita dei siti per i nuovi impianti: dove sorgeranno? Abbiamo girato queste domande a Gianni Silvestrini e ad Alfiero Grandi
Paolo Andruccioli
2 Ottobre 2026

Il governo Meloni, per bocca della presidente del Consiglio e del ministro Gilberto Pichetto Fratin parla di “svolta storica” (vedi qui). Nonostante il doppio pronunciamento degli italiani contro le centrali nucleari, il governo vuol far ripartire la produzione di energia nucleare con nuove centrali e riapre la strada al nucleare militare. Solo propaganda? Siamo di fronte a un bluff o il rischio è reale? Abbiamo girato le domande a Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club – un’organizzazione non profit, creata nel febbraio del 1999, costituita da imprese, enti, associazioni e amministrazioni locali, impegnati nel raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas-serra assunti con il Protocollo di Kyoto, con l’Accordo di Parigi e con il Green Deal europeo –, e ad Alfiero Grandi, che è stato sottosegretario dei governi Prodi II, Amato II, e D’Alema II, deputato della XIV legislatura e, prima ancora, segretario confederale della Cgil. Si occupa di energia da anni, ed è stato in prima fila nelle battaglie referendarie.

Continua a leggereIl nucleare italiano tra fantasmi e bugie
Articoli

Tsipras ci riprova: l’obiettivo è vincere

Una Grecia onesta e solidale nel programma di Elas, presentato nei giorni scorsi
Vittorio Bonanni
2 Ottobre 2026

Le elezioni che si terranno il prossimo anno in mezza Europa – Spagna, Francia, Italia, Germania – saranno l’occasione per la sinistra di riscattarsi o quanto meno di arginare l’onda nera, come già successo in Svezia, con la vittoria dei socialdemocratici, e in Germania, dove la Linke ha in parte controbilanciato il successo dei neonazisti dell’AfD. E nel 2027 potremmo assistere al ritorno di un uomo che nel 2014-2015 diede vita alla battaglia di un piccolo Paese contro i poteri forti di un’Europa che riuscì a dare, in quella occasione, il peggio di sé. Parliamo della Grecia e di Alexis Tsipras, al governo dal 2015 al 2019, allora leader di Syriza, che uscì sconfitto dallo scontro con la Troika (Commissione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale), la quale garantì sì il salvataggio del Paese, elargendo un prestito di ottantasei miliardi di euro, ma imponendo in cambio misure di austerity che resero più difficile la vita di una parte importante della popolazione, già ridotta in uno stato di semi-povertà. Una sconfitta che Tsipras pagò in termini di consenso, e che tuttavia non fece dimenticare lo sforzo di un governo che, dai singoli Stati del vecchio continente, non ricevette alcun attestato di solidarietà, essendosi tutti allineati alla politica dei bilanci e dei “conti in ordine”, che sembra tuttora esprimere l’anima dell’Unione.

Continua a leggereTsipras ci riprova: l’obiettivo è vincere
Articoli

Lula o Bolsonaro figlio? Il Brasile al bivio

Campagna elettorale sul filo del rasoio per il presidente uscente. Si vota in prima battuta il 4 ottobre, ballottaggio il 25
Claudio Madricardo
1 Ottobre 2026

Secondo Datafolha, uno dei maggiori istituti di sondaggio brasiliani, il presidente Luiz Inácio Lula da Silva e il senatore Flávio Bolsonaro sono in parità tecnica per il primo turno delle presidenziali il prossimo 4 ottobre. Lula aumenta di un punto in percentuale il suo vantaggio su Bolsonaro rispetto al sondaggio precedente, ottenendo il 40% delle intenzioni di voto contro il 36% di Bolsonaro. Parità tecnica prevista anche per un eventuale ballottaggio, necessario se nessun candidato otterrà più della metà dei voti nel primo turno. In questo caso, Lula è numericamente avanti con il 47% delle intenzioni di voto, seguito dal parlamentare di estrema destra con il 45%.

Continua a leggereLula o Bolsonaro figlio? Il Brasile al bivio
  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
  • Instagram
Cerca nel sito

Iscriviti alla newsletter

Ultimi editoriali
Pensioni, promesse e tradimenti
Paolo Andruccioli    29 Settembre 2026
No alle primarie, in Francia come in Italia
Rino Genovese    25 Settembre 2026
Quote, la scuola ridotta a un numero
Stefania Tirini    23 Settembre 2026
Ultimi articoli
Tsipras ci riprova: l’obiettivo è vincere
Vittorio Bonanni    2 Ottobre 2026
Lula o Bolsonaro figlio? Il Brasile al bivio
Claudio Madricardo    1 Ottobre 2026
Vannacci in Calabria
Paolo Barbieri    30 Settembre 2026
Per chi suona la campana a Madrid
Agostino Petrillo    29 Settembre 2026
In Marocco i giovani disertano le urne
Luciano Ardesi    29 Settembre 2026
Ultime opinioni
Decreto sugli studenti “stranieri” a scuola
Giorgio Graffi    28 Settembre 2026
Escissione amore mio
Rino Genovese    22 Settembre 2026
La Sassonia-Anhalt, una culla della cultura europea
Jens-Eberhard Jahn    10 Settembre 2026
Renzi e la sua volontà di sopravvivere
Vittorio Bonanni    27 Luglio 2026
Ultime analisi
Hamas, questo sconosciuto
Eliana Riva    30 Settembre 2026
Sul declino industriale dell’Occidente (2)
Vincenzo Comito    14 Settembre 2026
Ultime recensioni
“Senza patria”, un romanzo di confine
Paolo Andruccioli    18 Settembre 2026
Le diseguaglianze in questione
Paolo Andruccioli    24 Luglio 2026
Ultime interviste
Il nucleare italiano tra fantasmi e bugie
Paolo Andruccioli    2 Ottobre 2026
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli
Recensioni

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia armi Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia scuola sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA